Una band così forse avrebbe meritato ben altri successi e chissà cosa sarebbe accaduto se si fossero formati nati agli albori degli anni 80: il riferimento alla NWOBHM è financo palese e scontato, ma con questa tecnica mostrata se avessero inciso il loro primo demo in quell’epoca, bhè sicuramente qualcosa sarebbe cambiato. Ma si sa con i se e i ma non si vincono i campionati e quindi cerchiamo di rimanere ai nostri tempi evitando di lasciarci andare a ricordi passati.

Dopo l’intro musicale, il cd si apre con un pezzo che nella sua parte iniziale ricorda molto Hughes, per poi passare ad un mid tempo di stampo meideniano che riesce ad onorare al meglio la timbrica vocale di Armanini.

Molto più moderno e tirato la seconda track “Blood And Soul” quasi vicino a certe atmosfere accennate in tempi remoti da Araya e soci. L’esperienza accumulata durante questi venti anni di vita del combo, ha permesso ai Septem di immettere sempre un pizzico di inventiva ai brani. Infatti si percepisce appieno nella stesura delle tracce, l’estrema padronanza dei propri mezzi, padronanza che si può osservare durante uno dei tanti concerti che la band ha tenuto nei posti più disparati. Giova ricordare qui che il quintetto ha aperto, fra gli altri, a band del calibro di Sabotage, Voivod, Sadist. Ci vuole fegato ma anche preparazione accurata della tecnica per reggere il palco di fronte l’onda d’urto in attesa di cotanta presenza storico musicale a seguire.

Il cd sicuramente, ad essere onesti, non apporta quel quid magicamente cangiante alla già robusta produzione sul genere suonato, ma è assai godibile, suonato bene con parentesi di una epicità tipicamente ottantiana (“Sa Femmina Accabadora“), dove le chitarre di Riggio e di Montaperto tracciano deliziose linee melodiche quasi a scambiarsi opinioni sull’armonia corrente.

La title track rimane il momento più cupo, oscuro e, musicalmente parlando, il più pesante di tutto il lotto: un mix fra Overkill e Vicious Rumors che fra emergere ottimamente ed in modo prepotente la massiccia sezione ritmica di Albericci e di Gigli (rispettivamente basso e batteria).

Da segnalare anche “Call Of Love” canzone che riesce da sola a dare ampio respiro a tutte le altre composizioni. Una classica ballad giocata fra pulito e distorto che riesce, con le proprie dinamiche, a non essere nè banale nè prevedibile e che ancora una volta mette in risalto le qualità canore dell’Armanini. Di assoluto gusto gli assoli che appaiono precisi e puliti non pretendendo troppo spazio ed evitando così di risultare estremamente ridondanti.

Forse questo “Pseudonica” è un cd rivolto ai nostalgici di certe sonorità, ma può essere ascoltato anche dai più giovani.

 

Leonardo Tomei

 

TrackList

  1. Limbo
  2. The Other Side
  3. Blood And Soul
  4. Man On The Bridge
  5. Sa Femmina Accabadora
  6. Pseudonica
  7. The Lust Within
  8. Devil In Disguise
  9. Call Of Love
  10. The North Star

 

  • Anno: 2022
  • Etichetta: Nadir Music
  • Genere: Heavy Metal

 

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