I Secret Alliance sono un progetto solista diretto da Gianluca Galli, chitarrista di esperienza che aveva precedentemente militato nei Silver Horses e nei Mantra.
Al suo fianco abbiamo un palmares di musicisti rock di tutto rispetto, iniziando con Ricardo Confessori grandissimo batterista degli Angra e degli Shaman, questi ultimi non potevo non citarli dato che ho avuto l’occasione di recarmi nel loro studio di registrazione a San Paolo e conoscere personalmente il vocalist Thiago Bianchi. Al basso invece abbiamo colui che secondo me ha dato il contributo più grande facendo la differenza in molteplici istanze: Mr Tony Franklin. Per chi non lo dovesse conoscere è un musicista britannico che ha collaborato con celebrità come Jimmy Page, David Gilmour e Paul Rodgers ma anche con artisti italiani del calibro di Vasco Rossi e Eros Ramazzotti. Infine alla voce abbiamo il talentuoso Andrea Ranfagni cantante dei Silver Horses.
Presa forma la band, altri artisti si sono aggiunti come ospiti speciali, Frank Gambale (chitarrista della Chick Corea Band), il virtuoso chitarrista italiano Alex Masi (Dark Lord), da anni traseritosi negli states, Andrea Bartolini (bassista dei Mantra) e Andrea Castelli (bassista ex Mantra, Silver Horses, Shabby Trick ecc).
Ma arriviamo al dunque e parliamo dell’album ‘Solar Warden‘ (Guardiano Solare).
L’album parla chiaro dall’inizio con ‘We’re All In‘: un Hard Rock progressive in vecchio stile ma con la pulizia sonora e l’impatto di una tecnologia moderna. L’organico collegiale non si limita a infondere una conoscenza tecnica solida, ma anche interessanti influenze musicali intersecando inserimenti blues e progressive. Si continua con ‘The Countdown‘ che pur non proponendo particolare originalità, rimane di piacevole ascolto durante il tragitto verso il terzo brano: ‘Walking Man‘, un pezzo che ha proprio l’incedere di una camminata, di un viaggio cadenzato tra strofa, bridge e ritornello. Con ‘Last Day‘ arriva invece un cambio abbastanza radicale, un ritmo differente con stacchi e part sincopate che fanno da base per un cantato diluito e posato nella strofa. ‘The Warden‘ invece è un pezzo più diretto che spacca, sonorità molto azzeccate sostenute da un basso che, con un incedere incalzante e metallico si sposa con la batteria rendendo tutto solido e ben riuscito.
L’album arriva a metà con ‘Daily Miracle‘ che contrariamente al titolo non fa gridare al miracolo ma si lascia comunque ascoltare. ‘No Faith‘ comincia con un bellissimo arpeggio accompagnato da un armonico pattern di muti, quando l’urlo impetuoso del vocalist apre le danze; tutto molto azzeccato come sonorità e ritornello anche se sarebbe stato interessante avere qualche evoluzione più inaspettata. Si susseguono svariati brani, ‘Comet Smile‘ con parti solistiche evolute ma comunque bilanciate, ‘SuperHeroes‘ con una strofa atipica e un ritornello armonico e infine ‘Darkside‘ pezzo meno di spicco ma comunque ben realizzato. In mezzo a questi va citata sicuramente ‘A New Tomorrow‘ dalla voce più calda e dal bellissimo ritornello, a mio parere il pezzo più riuscito dell’album e quello che identifica il suono della band. In chiusura abbiamo ‘Abun D’Bashmayo‘ traducibile come The Lord’s Prayer in aramaico, una brevissima ballad acustica dalle sonorità nordiche, decisamente una bella idea in cui purtroppo non sono riuscito a cogliere il nesso tra il titolo e sonorità.
Conclusione
Il disco è sicuramente un prodotto professionale e riuscito sotto il piano compositivo, per quanto mi riguarda è una solida testimonianza di quanto sia importante la solidità ritmica rispetto alla tecnica e ai virtuosismi, che troppo spesso infettano le sonorità delle band underground. Sicuramente un disco da cui si può imparare molto senza dover dire le classiche frasi, “questa è una super band” oppure “facile suonare con i guest”, poche chiacchere qui c’è solidità.
Con molta trasparenza si può dire che questa è una band composta da chi ha imparato a suonare a 360 gradi e per questo non ha bisogno di osteggiare i tecnicismi di ogni singolo componente. Si percepisce la meticolosità: dalla lunghezza dei brani che mediamente si attesta intorno ai 4.30, alla produzione dei suoni tonda e solida ma soprattutto ben bilanciata al punto che il disco lo si può ascoltare su svariati dispositivi sempre con un’ottima resa.
Ma visti gli elogi possiamo considerare l’album promosso a pieni voti?
Il disco è sicuramente ben eseguito e ben bilanciato sia dal punto di vista tecnico che sonoro, questo è stato detto e appena ribadito, tuttavia rimane un poco introverso e poco sperimentale proponendo un qualcosa di già sentito e non fraintendetemi non c’è niente di male in questo, ma sarebbe anche bello apportare evoluzioni originali a un sound che rimarrà sempre verde. Probabilmente è un’occasione mancata per portare una ventata di originalità verso Hard Rock monumentale dove le composizioni già partorite ne hanno consacrato la monumentalità stessa. Ho ritenuto opportuno toccare questo punto, vista l’elevata fattura del prodotto che vi consiglio vivamente di ascoltare. …e voi cosa ne pensate? Ascoltate l’album e lasciate un commento qui sotto.
Paolo Prosil
TrackList
- We’re all in
- The Countdown
- Walking Man
- Last Day
- The Wwarden
- Daily Miracle
- No Faith
- Comet Smile
- A New Tomorrow
- Superheroes
- Dark Side
- Abun D’Bashmayo
- Anno: 2020
- Etichetta: Punishment 18 Records
- Genere: Hard Rock
Links