Il Death Metal colloca nella posizione centrale delle proprie tematiche argomenti come la morte e la sofferenza. Lo fa senza mezze misure, sputando vetriolo in faccia all’ascoltatore (maestri come Dark Angel, Death, Morbid Angel e Carcass hanno tracciato il sentiero moltissimo tempo fa).
La scena underground-metal italiana non è affatto povera di gruppi death, costituiti da musicisti (spesso molto esperti) che hanno deciso di abbracciare questi argomenti, dando forma a veri e propri spettacoli dell’orrore e di violenza a oltranza. Dall’area di Perugia e Terni arriva un gruppo di cinque validi elementi, costituitosi nel 2014 e che nell’Agosto 2016 riesce a dare forma al suo primo EP.
I Secret Order sono la creatura nata dall’iniziativa di Gian Marco Vergari (batteria) e Dowz Borg (chitarra). Successivamente vengono reclutati il chitarrista Alessio Bartolomei e il bassista Adriano Coletti. La quadratura del cerchio avviene nell’estate del 2016 (proprio durante le registrazioni dell’EP) con l’arrivo del cantante Lorenzo Lucchini, nel quale i nostri hanno decisamente scoperto un’autentica furia malvagia.
Gli sforzi di questo collettivo portano alla stampa dell’EP “Vision of Death”. Quattro canzoni, quattro pezzi forse un po’ troppo “scolastici” per quello che riguarda il voler rimanere sul sentiero del genere, ma indubbiamente efficaci. Certamente non è la tecnica che manca a questi musicisti. Miglioreranno sicuramente riguardo al Song-Writing anche se va detto che il mestiere c’è e si fa sentire. Proprio il mestiere e la bontà delle idee di base, mi spingono a consigliare questo debutto a tutti gli appassionati del genere.
“Hypocrisy” è la prima traccia, 5’ e 40” di sgargiante Death colorato da tutta la malvagità del cantante e dalla precisione esecutiva degli strumentisti. Il solo di chitarra, decisamente melodico, fa da contraltare ai rantolii isterici del vocalist. E’ certamente un pezzo che ha del “già sentito” (tutti coloro che sono avvezzi all’ascolto del genere capiranno una volta inserito il CD nel lettore) ma che rimane comunque gradevolissimo.
“Killer Clown” ribadisce il concetto di cui sopra. Va detto che qui si comprende appieno tutta la potenzialità e le abilità di questo combo. Riff decisamente lineari e voce abrasiva. Questa volta non sono presenti soltanto assoli melodici (nella prima parte) ma anche una frustata veloce e violenta (nella seconda parte della traccia).
“Hateful” è il brano più lungo dell’intero lotto (7’ e 39”) e decisamente il più riuscito. Forse è qui che i ragazzi hanno capito di potersi spingere oltre e, nonostante l’appoggio a schemi di genere più o meno fissi, la verve isterica nel cantato tocca i suoi massimi livelli. Una parentesi melodica (ma minacciosa) nella seconda parte introduce poi il solo (notevole per gusto e tecnica) ideale conclusione di un ottimo brano.
“Bleeding Consciences” chiude il lotto di canzoni e si segnala per la ferocia che sprigiona fin dalla sua apertura. Ottimo il tappeto ritmico e splendido l’assolo di chitarra centrale.
Abbiamo qui un gruppo che ha deciso di fare della violenza sonora il proprio marchio di fabbrica. Certo, i rimandi ai grandi maestri sono fin troppo scontati e i ragazzi si preoccupano soprattutto di non uscire dalle regole del genere. La loro chirurgica precisione si fa sentire e il cantante possiede un’ugola presa in prestito al demonio. Peccato per la qualità della registrazione, non sempre cristallina e in alcuni punti i volumi tra gli strumenti non risultano sempre ben bilanciati, ma ricordiamoci che stiamo parlando di un EP d’esordio.
Un debutto convincente che ci lascia sperare in grandi cose a venire. Molto bella anche la copertina, realizzata con tecniche a matita da E.L.WILD (per contatti: e.l.wildart@gmail.com).
Fabrizio Travis Bickle Zànoli
TrackList
- Hypocrisy
- Killer Clown
- Hateful
- Bleeding Consciences
- Anno: 2016
- Etichetta: Autoprodotto
- Genere: Death Metal
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