La band di cui mi accingo a parlarvi devo dire che mi ha colpito molto dal punto di vista della professionalità, della cura dei particolari e dell’attenzione nell’affidarsi a mani esperte quali quelle di Federico Pennezzato (Death SS, Secret Sphere!!) in fase di missaggio e di Alberto Cutolo per il mastering (30 seconds to Mars, Lacuna Coil) da lasciarmi allo stesso tempo perplesso di fronte ad alcune scelte di cui a breve mi soffermerò. C’è anche da dire che è una band che macina tantissimi live fra l’Italia e l’Europa in compagnia di quotate band fra cui 69 eyes, Theatres des Vampires, ecc. una band che si autoproduce tutto, dai dischi alle t-shirt, alla conquista di live. Da questo punto di vista veramente encomiabili e da apprezzare. Parliamo dunque della seconda fatica (oltre ad un’Ep N.d Klaus) autoprodotta dei milanesi Scream Baby Scream autori di un horror rock con contaminazioni industrial il che malgrado una voce in scream li rende appetibili anche da chi è lontano a certe sonorità.

From The Other Side With Love” come anticipato è il secondo lavoro messo fuori proprio in questi giorni che segue il precedente “Campfire Tales” e sarà presentato in Svezia da dove partirà un bel tour europeo.

Credo sia ora di iniziare a parlare del disco. “Curtain Of Blood” apre le danze in modo assolutamente inquietante con un sound corposo e trascinante. I riferimenti in questo caso sono palesi ai Cradle Of Filth più pacchiani e malgrado non mi disturbi più di tanto il tributo a Dany Filth e company, salta all’orecchio la “scelta” artistica di cui accennavo sopra. La batteria; ormai si fa prima a trovare chi la suona per davvero, inutile nasconderci ma qui si nota proprio che è finta e campionata, a meno che non ci sia una piovra a suonarla. Peccato davvero.

Andiamo avanti con l’ottima “From The Other Side With Love” un hard rock-street e selvaggio ma coinvolgente riservando solo alla voce la caratteristica horrorifica con uno scream meno incisivo e più legato a vocals malate tipo Manson per capirci, il che lo rende maggiormente di facile presa.

Blood In The Streets” prosegue coordinate hard rock-sleazy con qualche innesto misurato industrial di tastiere che almeno al momento fanno da cornice al tutto senza avere un ruolo predominante che resta sempre in mano a ritmiche quadrate sulle quali affondano melodie vocali di buona fattura.

Bellissimo l’intro synth pop-industrial di “Tanz Schlampe” pronto a lanciare il pezzo più industrial del lotto, in cui le tastiere fanno la voce grossa avvolgendo ottimamente le consuete linee vocali di facile presa con ritornelli ossessivi che prepotentemente vogliono entrare subito in testa.

Pact With The Devil” pur non discostandosi di parecchio dalle composizioni precedenti riesce a far emergere anche qualche riferimento punk’n roll. Un pezzo che dal vivo avrà di sicuro maggior impatto pur non avendomi coinvolto in pieno.

Cosa che riesce a fare invece la rocciosa “Brain Killer”; sembra uscita dalle menti malate di Alice Cooper e Ozzy con la supervisione di Rob Zombie. Bel quadretto di pazzoidi ho dipinto vero? Al momento l’hard rock malato di questo pezzo forse è il mio preferito; un plauso anche per l’ottimo solo di chitarra che dimostra quanto il chitarrista privilegi certe sonorità. Potrei sbagliarmi ma a me sembra di scuola decisamente hard rock stradaiolo; poi quando c’è un mix di elementi escono fuori delle cose molto interessanti tipo la proposta degli Scream Baby Scream.

Alla traccia sette trovo una bella sorpresa. Una ballad. Esatto; una ballad. “Deadmoon Lullaby” è una nenia pregna di malessere e malinconia capace di trasmettere inquietudine e negatività e credo che è questo a cui ambisse la band. Ci sono riusciti alla grande.

Garden Of The Stones” riecheggia per la prima volta di chiari riferimenti di un industrial martellante e anche danzereccio volendo, altro pezzo che dal vivo trascinerà di brutto e mieterà qualche vittima.

Arriviamo alla sorpresona del lavoro. Ho ascoltato tantissime cover stravolte e per quanto possa avere una sorta di venerazione per artiste tipo (anche per altri motivi!! Nda) Samantha Fox ammetto che la versione cattiva di Touch Me ovvero “Haunt Me” mette in luce il lato più bizzarro e ironico della band con una versione assolutamente riuscita.

In chiusura l’allegrotta e scanzonata “From The Other Side with Love pt2” chiude un lavoro valido di una band carica di personalità capace di sperimentare senza sottomettersi a un genere ben definito e di saperlo fare in maniera anche ruffiana.

In bocca al lupo ragazzi, avanti così!!

 

Luca Albarella

 

TrackList

  1. Curtain Of Blood
  2. From The Otherside With Love
  3. Blood In The Streets
  4. Tanz Schlampe
  5. Pact With The Devil
  6. Brain Killer
  7. Deadmoon Lullaby
  8. Garden Of The Stones
  9. Haunt Me
  10. From The Otherside With Love Pt.2

 

  • Anno: 2014
  • Etichetta: Autoprodotto
  • Genere: Horror Hard Rock

 

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