Voto: 4.5

Dopo aver letto la lunga bio dei Sintonia Distorta (band formata nel lontano 1995, con una demo 3 tracks del 1999 e un cd autoprodotto nel 2000, ‘Spazi Sconfinati‘, seguito da un altro 3 tracks nel 2002 mai pubblicato) già avevo iniziato ad avere dei dubbi su questo prodotto. Decine di cambi di line up, diversi stili  musicali affrontati, molto spesso presentandosi come cover band, passando dai generi più disparati in una fascia che va da Metallica a Timoria, da Bon Jovi ad Evanescence, dai Matia Bazar(!) agli Alphaville, ai Queen, finendo poi per tornare a comporre musica propria con testi in italiano dalle spiccate venature prog power e metal.

Il risultato di tutto questo è il sei tracce qui in questione dal titolo ‘Anthemyiees‘ che purtroppo si fa notare per diverse lacune strutturali. Intendiamoci, da una band che suona da oltre 15 anni mi aspetto che nel momento in cui decide di produrre un cd tiri fuori qualcosa di decisamente buono. Qui di buono invece trovo solo la parte che riguarda i testi, davvero interessanti o perlomeno fuori dagli schemi del power europeo, poi si sa io amo il cantato tricolore e non posso che apprezzare. Ci sarebbero anche buone idee musicali, tipo alcuni passaggi della title track in apertura, ma una produzione a dir poco amatoriale ‘uccide’ qualsiasi buon proposito che la band potesse avere. Un impasto sonoro che spesso lascia perplessi, la voce che in certi frangenti è quasi fastidiosa per il troppo intercalare dialettale (‘Il Vento dei Pensieri‘), e per qualche colpo a vuoto.

Eppure qui ci son anni di esperienza e allora mi chiedo: non era il caso di aspettare e investire due soldi in più per trovare una produzione adeguata? Ok, non sono problemi miei, ma mi fa enorme dispiacere parlare male di un cd sicuramente fatto con la voglia di farsi conoscere oltre i propri confini (pare che nel Lodigiano siano una band di culto..) e apprezzo anche la modestia che si riscontra in alcuni passaggi della biografia, però ragazzi così si fa poca strada.

Ora io, per ‘mestiere’, devo ascoltare ripetutamente ciò che devo recensire, ma un avventizio che si avvicina al vostro cd credo che difficilmente poi abbia la voglia o di finire l’ascolto o di ricominciare una seconda o terza volta. Dico questo perchè alla lunga poi i brani sono anche piacevoli e non scontati, ma se il contorno è desolante difficilmente si può far breccia.

Il cd comunque ci arriva a due anni dalla sua pubblicazione e, da quanto viene accennato, a breve uscirà un prodotto nuovo e a questo punto mi auguro un  po’ di spessore che faccia completamente ribaltare la mia opinione:  io son pronto a cospargermi il capo di cenere, spero che lo abbiate fatto anche voi, perchè un brano come ‘No Need A Show‘ non si ascolta tutti i giorni (ma al tempo stesso l’inzio strumentale di ‘Pioggia di Vetro‘ scoraggia molto) e questa visione della musica che avete può non avere legami obbligatori anche se a me pare un ibrido tra vecchio prog settantiano e moderno power metal. Vi diamo la possibilità di un’altra chance, non fallitela.

In bocca al lupo, per adesso bocciati.

 

Klaus Petrovic

 

TrackList

1.  Anthemyiees

2.  Il Vento dei Pensieri
3.  Il Canto della Fenice
4.  Miraggi d’Amore
5.  No Need a Show
6.  Pioggia di Vetro
  • Anno: 2011
  • Etichetta: Autoprodotto
  • Genere: Progressive Rock

 

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