Voto: 5.5
Ci ho provato. Giuro che ci ho davvero provato ad amare quest’album come il precedente. Con scarsi risultati… Ed infatti se questa recensione giunge così in ritardo rispetto alla release dell’ormai blasonato “Portrait Of A Dying Heart” è anche per questo. E pensare poi che le premesse erano delle migliori: sono corsa a comprare il cd appena uscito, con ancora nelle orecchie il precedente lavoro, che personalmente trovo notevole e al quale forse sono legata anche affettivamente (la mia prima recensione qui su Italia di Metallo...). Curiosità a mille quindi.
Cd nel lettore e si parte dunque. Devo ammettere, però, che già dopo pochi minuti son rimasta molto perplessa, se non delusa. Sensazione che è migliorata di poco dopo diversi ascolti: un sound pomposo e autoreferenziale quanto spento, freddo e non coinvolgente. Dove sono finiti i Secret Sphere dalle tonalità maestose ed epiche, dalle sonorità cariche di pathos ed emotività? E’ vero, “Portrait Of A Dying Heart” è un album tecnicamente perfetto, ben strutturato ed eseguito, curato nei minimi dettagli da artisti di notevole calibro. Ma mancano cuore, rabbia e passione, non coinvolge e difficilmente i brani restano impressi, tutti troppo simili l’uno all’altro, tutti troppo omogenei e piatti. Probabilmente ciò è dovuto anche all’avvicendamento nella line up che ha portato Michele Luppi alla voce dei Secret Sphere: cantante noto a tutti e di indiscussa bravura, Luppi sembra però monopolizzare la scena in un’esecuzione di puro tecnicismo che lascia poco spazio agli altri membri del combo; è come se ancora la nuova line up debba trovare la giusta misura e sintonia dei vari elementi. Il risultato è quindi un album impeccabile, ma monotono e poco accattivante, nel quale gli unici sprazzi di emotività son lasciati ai cori e ai momenti strumentali. Notevole invece l’idea del concept basato sul racconto creato ad hoc dalla scrittrice Costanza Colombo: un intreccio narrativo e musicale originale, in cui le due forme d’arte si fondono in una sola opera.
Nonostante il filo conduttore comune, i brani del platter, nel loro insieme, faticano purtroppo a lasciare traccia di sé, in uno scorrere fluido ma incolore di note. Pochi i pezzi che riescono a scalfire questa seppure personalissima impressione. A cominciare da “Wish & Steadiness”, pezzo che ci accoglie con un tappeto maestoso di tastiere degno dei migliori Secret Sphere ed in cui lo stesso Luppi sembra lasciare i sicuri lidi del tecnica per sposare uno stile interpretativo più caldo ed espressivo. “Union” e “Lie To Me” si elevano invece sopra la media generale grazie ai refrain trascinanti, sostenuti dai cori malinconici ed ammalianti.
Splendida infine la ballad conclusiva, “Eternity”. Da sola vale l’acquisto del cd: un brano introspettivo ed intimista, carico di poesia e sentimento, in cui ogni pezzo del nuovo puzzle Secret Sphere si incastra al posto giusto.
Album incensato da molti, “Portrait Of A Dying Heart” rappresenta invece, a mio parere, un lavoro di assestamento della nuova formazione, che sembra non aver ancora trovato la giusta armonia. Ribadisco, il platter è tecnicamente perfetto: non una sbavatura, non un dettaglio trascurato, songwriting poetico e artwork bellissimo. Manca però di cuore e passione, manca cioè quel sentimento in grado di avvolgere, rapire e trascinare chi ascolta.
Luy C.
TrackList
01. Portrait Of A Dying Heart
02. X
03. Wish & Steadiness
04. Union
05. The Fall
06. Healing
07. Lie To Me
08. Secrets Fear
09. The Rising Of Love
10. Eternity
- Anno: 2012
- Etichetta: Scarlet Records
- Genere: Power Metal
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