Voto: 6.5
I Serenade nascono in quel di Padua nel 2009 per volontà del chitarrista Hard’n’Heavy Andrea Bazzon e del soprano leggero Claudia Duronio. Nonostante gli inevitabili cambi di line up che fanno parte delle fasi di assestamento, il gruppo impiega davvero poco tempo per farsi notare; già nel 2010/2011 arricchisce il repertorio di cover presentando brani inediti sul palco di locali anche prestigiosi.
Infatti dopo la prima demo “Animadversio Debita”, i Serenade sfornano subito il loro debut album “Wandering Through Sorrow”, uscito sotto l’etichetta Revalve Records a maggio 2012.
La line up attuale che annovera, oltre ai già citati Andrea e Claudia, Dario Drugo (basso e growl), Filippo Miatto (chitarra), Alessandro Moro (tastiere) e Federico Bressan (batteria), si dimostra una formazione molto dotata ed interessante.
Curatissimo nella presentazione grafica e nel booklet, con una copertina sfumata e cupa al punto giusto, “Wandering Through Sorrow” esplora i nodi principali dell’emotività e della natura umana attraverso un percorso lungo undici brani, passando da un amore più o meno sofferto al “mors tua, vita mea”, dal sapore amaro dei sentimenti andati perduti fino alle lacrime di sangue; il tutto screziato di gotico, doom e progressive. I Serenade hanno confezionato un lavoro molto studiato, cesellato quasi, in cui si percepisce un grande impegno ed una grande passione.
Nonostante le indubbie potenzialità, questo primo lavoro non è scevro di qualche “pecca” che purtroppo impedisce all’album di colpire a pieno nel segno, limitandone l’efficacia.
Nella componente orchestrale si sente sovente la mancanza del calore dei legni, delle corde e degli ottoni che caratterizza le sonorità degli strumenti qui riprodotti, cosa che lascia in bocca un sentore un po’ troppo elettronico ed artefatto soprattutto là dove manca il cantato; un vero peccato per una composizione che è sinfonica non soltanto di nome ma anche di fatto, punto questo davvero pregevole e degno di nota. Capita spesso di ascoltare gruppi Symphonic Metal che di sinfonico alla fine hanno ben poco; non è il caso dei Serenade, che hanno il merito di riservare il giusto spazio alle partiture orchestrali sempre presenti. Comprensibile d’altronde la difficoltà di registrare per intero un album con il supporto di una vera orchestra, soprattutto per una band esordiente; ma resto convinta che una vera strumentazione “sinfonica” presente dall’inizio alla fine avrebbe accresciuto enormemente l’incisività del loro lavoro.
Il duetto vocale soprano femminile-growl maschile richiama forse troppo da vicino la formula proposta dai grandiosi Epica, a cui i Serenade si ispirano senza farne mistero. Sebbene i nostrani dimostrino autonomia compositiva, l’accostamento “Claudia-Dario-sinfonico/Simone-Mark-sinfonico” risulta davvero inevitabile, cosa che potrebbe portare ad attribuire al gruppo italiano una certa tendenza all’imitazione, se ci si approcciasse in maniera superficiale. Nulla da eccepire per altro sulle prestazioni vocali di alto livello.
Di altrettanto ottimo livello è la performance musicale dei Serenade, tecnicamente bravissimi nell’esecuzione; il “limite”, che per una fetta di pubblico può anche essere un punto a favore, in questo caso sta nel ritmo complessivo dell’opera, forse troppo lento. Anche se la batteria si mantiene per larga parte francamente metal, spesso le ritmiche rallentano fino a presentare tratti più vicini alla lirica che al metal, complice pure il genere di cantato. L’effetto globale è quello di un lavoro “misurato”, sicuramente intenso, ma più riflessivo che trascinante, più struggente che energetico, sebbene non manchino passaggi potenti e veloci. Molto buoni gli arrangiamenti, davvero penetranti gli assoli di chitarra, ben sottolineato il ruolo del basso, mentre le tastiere amalgamano e sostengono il tutto, ora in una veste ora nell’altra.
Inutile provare a descrivere i singoli brani; “Wandering Through Sorrow” è un album che va ascoltato e sentito, e non soltanto una volta. A titolo puramente esemplificativo, ricordo la sorprendete “Cruel Angels” dal ritmo sostenuto, carico, basata su di un riff che funziona alla grande; aggiungo “Mors Tua, Vita Mea” e “A Promise” per rappresentare i pezzi dall’effetto più lento; infine “Doomed To Slavery” e “Animadversio Debita” per i brani che miscelano lento e veloce. Da non trascurare la particolare ed ipnotica “Tears Of Blood”, che ci porta verso la conclusione.
“Wandering Through Sorrow” è un album che incontrerà il favore di chi ama il vero Symphonic, di chi ama un metal non eccessivo e più sottile, condito con atmosfere gotiche ed un filo melanconiche; agli appassionati del genere consiglio di tenere d’occhio i Serenade, perchè sicuramente la band possiede tutti i mezzi per crescere molto ed in fretta, regalando al suo pubblico lavori sempre migliori e di sempre più alto livello.
Ella May
TrackList
01. The Agony Of Feeling Lost
02. Cruel Angels
03. Animadversio Debita
04. Mors Tua, Vita Mea
05. The Fruit Of the Poisoned Tree
06. A Promise
07. War Of Feelings
08. Love Is A Slayer
09. Doomed To Slavery
10. Tears Of Blood
11. Seldom Seen, Soon Forgotten
- Anno: 2011
- Etichetta: Revalve Records
- Genere: Symphonic Metal
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