Voto: 7
Ed eccoci finalmente all’atteso album di debutto per i Sange:Main:Machine, band nata nell’ottobre 2010 per volontà di Luigi “Sange” Sangermano, già voce dei Tarchon Fist. Registrato a tempo di record, soprattutto grazie al fatto che le 11 tracce più intro di cui è costituito sono state composte 11 anni fa dallo stesso Sange, “Ready For The Show” si propone come un ritratto del nostro mondo, in una sorta di viaggio-rock verso un sistema solare parallelo, dove altre creature ci studiano e cercano di capire cosa muova le azioni, nel bene e nel male, dell’essere umano.
Devo ammettere che recensire questo lavoro non è stato facilissimo. In primo luogo per il cambio di genere inatteso di Sange, che inizialmente può disorientare, ma che è in realtà un pregio ed è anche il modo migliore per bypassare l’inevitabile confronto: in effetti i Sange:Main:Machine nulla hanno a che fare con i Tarchon Fist, attestandosi su un hard rock più soft, forse meno grezzo e diretto, ma più raffinato. In secondo luogo perchè, pur essendo di fronte ad un lavoro di eccellente produzione e di valore non discutibile, la qualità delle singole track risulta essere altalenante e tutt’altro che omogenea.
Tralasciando l’intro “Let The Show Begin”, partiamo a bomba con “Hate Sower”, bel pezzo di hard rock tiratissimo, con un riff di chitarra energico e graffiante. “The Demon Inside”, invece, è uno dei brani che meno mi ha convinto: nonostante il sound pulito, risulta un po’ monocorde e ripetitivo, complice forse anche una lunghezza un pochino eccessiva. Al contrario di “Master Of The Grief”, che è un piccolo capolavoro, una track dall’incedere cadenzato e aggressivo che sul finire si apre in uno stacco melodico, giusto il tempo di riprendere fiato e fare da ponte alla bellissima “Goodbye”, ballad sul tema dell’addio, dall’atmosfera triste e struggente, un’altra piccola perla. “Wake Up Call” parte molto bene, con un attacco potentissimo che lascia ben sperare, ma dopo un inizio al fulmicotone, il pezzo sembra stagnare in un refrain non all’altezza del messaggio.
Passando per “Too Late For The Show”, altro brano dal tiro energico ma non particolarmente incisivo, arriviamo a “Shock Down The System”, che invece mi ha decisamente spiazzato: leggo il titolo e immagino una track dura e pura, ribelle quanto basta, magari non “Anarchy In The UK”, ma qualcosa del genere… E invece alle prime note mi trovo a chiedermi: che ci fa Ligabue nel mio MP3???? No, davvero, l’attacco sembra proprio uscire dal suo repertorio, ma sono solo le prime note e comunque una soluzione non male che sfuma in una song leggera dal refrain molto catchy e gradevole. Tralasciando “Photograph” e “Thank you”, brani ben costruiti ma che non convincono e non trascinano, resta da segnalare ancora l’ispirata “Overturned By Nature”, dal sound spiccatamente Deep Purple e “Another Day”, altra bellissima ballad, questa volta in versione acustica, entrambe notevoli anche a livello di songwriting: la prima quanto mai attuale, sul tema della piccolezza dell’essere umano a confronto con la bellezza della natura, la seconda un bel messaggio di speranza a chiusura del percorso ideale di questo “Ready For The Show”. Qualcosa da perfezionare qua e là ci sarebbe, ma nel complesso un lavoro niente male e un inizio promettente.
Luy C.
TrackList
01. Let The Show Begin
02. Hate Sower
03. The Demon Inside
04. Master Of The Grief
05. Goodbye
06. Wake Up Call
07. Too Late For The Show
08. Shock Down The System
09. Photograph
10. Overturned By Nature
11. Thank You
12. Another Day
- Anno: 2011
- Etichetta: Street Symphonies Records
- Genere: Hard Rock
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