Voto: 8.5
Potenti e maestosi! Non c’è che dire…Sesto lavoro della band alessandrina, attiva ormai dal 1997, “Archetype” conferma i Secret Sphere come una delle realtà più interessanti della scena power metal italiana e non solo.
Dopo i cambi nella line-up (Federico Ciaccia alle tastiere e Marco Pastorino alla chitarra) e l’accordo con la Scarlet, eccoli approdare a questo album, un concetrato di potenza ed emozioni, refrain che non si dimenticano, un giro sulle montagne russe, dove si alternano ritmi velocissimi a momenti di pausa che lasciano giusto il tempo per un respiro. Magistrale il lavoro alle tastiere e fantastici i cori, che spiccano pressochè in tutti i pezzi: per raggiungere questo risultato i nostri si sono avvalsi della collaborazione di Alessandro Conti dei Trick or Treat e Damnagoras degli Elvenking.
Tralasciamo “Pattern of Thought“, intro interessante quanto surperfluo, e occupiamoci subito di “Line of Fire“: power allo stato puro, di per se la canzone funziona, offre anche spunti davvero degni di nota, uno su tutti il growl di Trevor dei Sadist a fare da contrasto alla voce davvero notevole di Ramon Messina. Quello che stona, però, è che durante l’ascolto inevitabilmente ci assale un dubbio: ma l’assonanza con “Hearts on Fire” degli Hammerfall è voluta? Perchè difficilmente sfugge, ed è un peccato, visto che siamo su livelli qualitativi che io considero più alti…
“Death from Above”, un piccolo capolavoro: si passa dall’attacco melodico e malinconico alla velocità pura e infine all’esplosione trascinante del refrain, un crescendo di emozioni che cattura e porta via l’ascoltatore.
Con “The Scars that you Can See” riprendiamo fiato, una melodia dalle tinte decadenti che comunque colpisce nel segno e che inevitabilmente ci riporta alle nostre personali cicatrici, davvero notevole.
Passiamo a “More than Myself“, un attacco diretto e potente, cambi di registro che vanno dai riff velocissimi ai cori suadenti, una canzone non troppo originale, ma nel complesso funziona e si lascia ascoltare.
Segue “Future“, il brano che mi convince meno in assoluto, poco incisivo rispetto al resto, ma insomma… non si può essere sempre al top! Interessante l’attacco, ma il pezzo nel complesso suona come qualcosa di già sentito.
Non passa inosservata invece “Mister Sin“: influenza AOR e stile Helloween , un refrain che resta in mente e che ti ritrovi a canticchiare per l’intera giornata, cori davvero incisivi, un brano davvero ben congegnato e che ci riporta indietro ai fasti degli anni ’80.
“Into the void” rappresenta la vera chicca di questo lavoro: ammiccare al thrash e all’AOR nello stesso pezzo, mantenendosi comunque sui binari del power metal non è da tutti, un lavoro davvero magistrale.
E dopo un brano come questo, segue come il cacio sui maccheroni, “All in a moment“, una bella power ballad che ci concede un attimo di pausa prima del gran finale. Da segnalare anche qui la collaborazione con Faith Fede, cantante dei The Shiver ad impreziosire il pezzo, da ascoltare.
Concludiamo con “Archetype“, il pezzo che rappresenta la sintesi dell’intero lavoro: ritmi serrati, cori imponenti e cambi di registro che non lasciano il tempo di annoiarsi
La versione europea di “Archetype” contiene, inoltre, due bonus track, “Vertigo“, ballad che personalmente non ho trovato particolarmente originale, e “The look“, cover della famosa canzone dei Roxette, con la collaborazione della cantante Barbara Inzirillo, un pezzo piacevole ma niente di più.
Nel complesso un lavoro coinvolgente e travolgente,impeccabile sotto ogni aspetto, Archetype conferma la maturità compositiva del gruppo, un cd da non perdere!
Luisa “Luy” Cugno
TrackList
2. Line Of Fire
3. Death From Above
4. The Scars That You Can’t See
5. More Than Myself
6. Future
7. Mr. Sin
8. Into The Void
9. All In A Moment
10. Archetype
11. Vertigo (bonustrack)
12. The Look (bonustrack)
- Anno: 2010
- Etichetta: Scarlet Record
- Genere: Power Metal
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